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NOTIZIA: La Cei "benedice" la cremazione "Un luogo sacro accolga le ceneri"

 

I vescovi italiani riuniti ad Assisi per la Conferenza episcopale italiana hanno approvato il testo del nuovo rito dei funerali, che riconosce la possibilità della cremazione. Il sì era già stato stabilito dal Codice di diritto canonico. I vescovi consigliano però di conservare le ceneri in un luogo consacrato dopo il rito e ammettono che le stesse ceneri possano essere poi inumate

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Un'altra possibilità per i resti del defunto dopo la cremazione è quella di versare le ceneri stesse in un apposito spazio del cimitero, cioè in terra benedetta, recitando le parole della liturgia adatte alla circostanza, che dicono "Polvere sei e polvere ritornerai".Proprio a proposito di questa modalità di "gestione" delle ceneri dopo la cremazione si è sviluppato il dibattito tra i vescovi che erano presenti alla riunione di Assisi, e al riguardo sono emerse opinioni diverse. Resta comunque un punto fermo il no alla conservazione delle ceneri in case private e il no alla dispersione in luoghi diversi.

D'altra parte, come accennato, la possibilità di cremare i defunti era già prevista dal diritto canonico, con l'avvertenza pastorale secondo cui il rito viene però concesso soltanto se con la cremazione non si intende negare la resurrezione del corpo, che è un dogma della fede cristiana.   Articolo del 11 - 11 - 2009

 
NOTIZIA: Se i defunti diventano perle

L'idea è venuta a una società sudcoreana

FOTO DAL WEB
13:33 - I cari defunti stanno diventando sempre più preziosi, nel senso materiale del termine. A testimoniarlo è la vicenda legata alla ditta sudcoreana Bonhyang che ha ideato una tecnica per trasformare le ceneri dei morti in perle. “Le ceneri contenute in un’urna possono marcire, le perle no”, ha detto all’Associated Press l’amministratore delegato della società Pei Zailie.

“In questo modo non ci si dovrà preoccupare né della muffa né dei cattivi odori”, ha continuato l'ad ricordando i 500 clienti che hanno usifruito dei servizi della ditta che ha sede a Icheon.

Jin Rinan, 69 anni, ha perso il papà 27 anni fa. La tristezza per la scomparsa non accennava a diminuire e così ha deciso di dissotterrare il corpo del parente e pagare 870 dollari per rendere il corpo del caro una gemma. “Trasformare il corpo in pietre è un modo per tenere sempre con sé il parente defunto”, ha commentato Jin. “Quando guardo la perla penso alle cose belle che ho passato con mio padre”.

Per salvaguardare le risorse della terra il governo coreano ha da tempo incoraggiato la cremazione, oggi diffusa tra il 70% delle persone. E l’iniziativa della società Bonhyang sembra così aprire nuove possibilità commerciali. Anche perché, a differenza di altri paesi dove è diffusa la cremazione (Usa, Europa e Giappone) non servono permessi speciali delle autorità.


 

 
NOTIZIA: Vaticano

I vescovi: sì alla cremazione 
Ma senza disperdere le ceneri

La Cei ha approvato i testi per accompagnare il rito.
E' stata cancellata la possibilità di celebrare i funerali nelle abitazioni invece che nelle chiese.

ROMA - La frase chiave è quando si dice: «La cremazione si ritiene conclusa con la deposizione dell'urna nel cimitero». La Cei ha presentato ieri la seconda edizione italiana del «Libro delle esequie» che sancisce un «sì» condizionato alla pratica di cremare i defunti: le ceneri, per la Chiesa, non devono essere disperse in mare o altrove in natura né conservate in casa o in giardino o comunque «in luoghi diversi dal cimitero». La dispersione, infatti, «solleva non poche perplessità sulla sua piena coerenza con la fede cristiana, soprattutto quando sottintende concezioni panteistiche o naturalistiche». L'indicazione è chiara, anche se «il rituale non prende netta posizione sul versante disciplinare».

 Il presidente degli Stati Uniti Obama getta nell’Oceano le ceneri della nonna

Il testo approvato dai vescovi sarà obbligatorio a partire dal 2 novembre di quest'anno. Rispetto all'edizione del 1974, è stato cancellato il capitolo «Esequie nella casa del defunto» perché «i vescovi hanno ritenuto questa possibilità estranea alla consuetudine italiana» e a rischio di «privatizzazione» del rito. Ma la novità maggiore sta proprio nell'«Appendice» con i testi e i riti che accompagnano la cremazione. La collocazione come «appendice» non è casuale: «Si vuole richiamare il fatto che la Chiesa, anche se non si oppone alla cremazione dei corpi quando non viene fatta in "odium fidei", continua a ritenere la sepoltura del corpo dei defunti la forma più idonea a esprimere la fede nella risurrezione della carne, ad alimentare la pietà dei fedeli verso coloro che sono passati da questo mondo al Padre e a favorire il ricordo e la preghiera di suffragio da parte di familiari e amici». Di per sé il nuovo testo recepisce quanto la prassi e le regole della Chiesa avevano già previsto nel Catechismo del 1992 (numero 2301: «La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi») e prima ancora nel canone 1176 del Codice di diritto canonico («La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana»).

Ma le regole andavano precisate nel testo della Chiesa italiana, anche perché la cremazione si fa sempre più diffusa (è intorno al 10 per cento e cresce). I vescovi ne avevano discusso durante l'assemblea di Assisi nel 2009. Tra le altre disposizioni, «la celebrazione delle esequie precede di norma la cremazione». Certo «l'opzione fondamentale della cultura cristiana resta l'inumazione, più congrua rispetto alla fede nella risurrezione», spiega il vescovo Alceste Catella, responsabile Cei della liturgia: «Anche se non è che Dio non sia in grado di far risorgere anche le ceneri... ».

 


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